Look at me – Imperfetta

Look at me – Imperfetta

E io mi sento persa

La mano trema. Sono le quasi le 8 del mattino e il mascara non è come dovrebbe essere. Ci sono troppi grumi, penso guardandomi allo specchio. Sembro un personaggio appena uscito da uno spettacolo del circo. Venghino, signori! Venghino!

Ovviamente sono in ritardo e, come al solito, è colpa mia. Ci metto troppo a prepararmi. Le 8.00 in punto. Lo specchio mi deforma… la matita mi sembra sbavata. E forse la guancia sinistra è un po’ più rosa di quella destra? Non c’è più tempo. Lascio tutti i trucchi sul tavolo e controllo frenicamente la mia borsa. Cellulare. Chiavi. Portafoglio. Fazzoletti. C’è tutto.

Esco con il solito sorriso stampato in faccia. So che è giusto così. I miei problemi sono i miei problemi, non posso contaggiare gli altri con il mio malumore.

A lavoro non è facile. Cerco di non sembrare apatica quando la routine mi inghiotte aprendo le sue fauci spaventose. Sono cordiale anche se il mio capo sbraita continuamente ordini con fare perentorio. È un mio superiore.

Però ci sono le persone care, con loro vorrei essere me stessa, mi dico ottimista. Forse il macigno che porto sulle spalle può alleggerirsi un po’, penso.

Vivendo di illusioni…

E, invece, non va. Consigli non graditi, insulti velati. Ascolto paziente tutti e acconsento anche a quello che non mi va di fare. Discutere è troppo faticoso. E sono stanca di sentirmi un’amica noiosa, una cattiva fidanzata, una pessima collega, una figlia degenere.

Mi sento come un’attrice sul palco scenico che cerca di schivare i pomodori del pubblico deluso. So che potrei fare meglio, so che dovrei dare di più. Domani devo alzarmi presto, meglio andare a dormire…un’altra giornata di lavoro ricomincia. E sono fortunata ad averlo, un lavoro.

A casa trovo 15 notifiche sui social, il mio ultimo post non ha riscosso molto successo. Ci sono un paio di commenti molto polemici e qualche parola cattiva. Mi mondo le labbra carnose. Come mi è saltato in mente di scrivere la mia opinione? Non avevo nulla di meglio da fare?

A sera tardi crollo sul letto. Il viso è ancora impastrocchiato. Mi passo una salviettina umidificata sugli occhi, al profumo di lavanda. È colpa mia e del mio vittimismo, in fondo è andato tutto bene anche oggi… Un’altra giornata normale. Invece, quando anche l’ultimo residuo di make-up sparisce, per un attimo le maschere crollano.Sono io, solo me, con i miei immensi difetti e le mie tante imperfezioni. Ma sono vera. Una lacrima calda solca la mia guancia arrossata. Vorrei essere sempre vera.

Keira Grando

Questo racconto non parla di me, eppure dentro ci sono anche io. Nel nostro piccolo, penso che tutti ci siamo sentiti sotto pressione, qualche volta. Almeno chi ha un briciolo di sensibilità ed empatia.

Mi è piaciuto descrivere l’ansia che, a volte, può arrivare alla fine di una giornata no. Almeno a me è capitato. Spero che questo passo vi sia piaciuto.

Rispondi