Recensioni: Ducktales e Bojack Horseman

Recensioni: Ducktales e Bojack Horseman


Le serie animate più in voga al momento

Finalmente dopo tanto tempo ho avuto l’occasione di scrivere quello che penso dei primi episodi di Ducktales. Molti fans di vecchia data o disegnatori si sono lamentati del nuovo stile più spigoloso rispetto a quello classico. Ebbene io non mi trovo d’accordo. La grafica è dinamica e contribuisce a dare un senso di nuovo e fresco allo spettatore, altrimenti tanto varrebbe riguardarsi la serie precedente piuttosto che il remake.

I personaggi sono abbastanza fedeli a quelli della serie tv originale del 1987. Onestamente sono rimasta incollata alla sedia per 45 minuti di fila e più di una volta ho riso di cuore.

Mi sono piaciuti i dialoghi, il senso dell’umorismo, la tematica classica dell’avventura e quella della famiglia. Ho trovato alcuni sketch particolarmente divertenti e, già nell’episodio numero due, si parte alla ricerca di Atlantide, la città perduta. I nostri paperi affrontano trappole letali e, Paperon De Paperoni, si trova a vedersela non solo con Cuore di Pietra ma anche con i nipotini conosciuti da poco e troppo ansiosi di eguagliare le sua gesta.

Mi ha sorpreso lo spazio che è stato concesso a Gaia,la nipote della tata. Non può che farmi piacere vedere un’eroina femminile così in gamba.

BoJack Horseman mi ha fatto tutt’altra impressione. Non per mancanza di qualità, quello che leggete sui siti web è vero: si tratta di un ottimo prodotto. Le tematiche affrontate non sono affatto banali e c’era bisogno di una serie che parlasse di argomenti difficili e profondi, alternandoli a scene surreali o comiche. Il problema è che, almeno io, non sono riuscita ad apprezzare lo show perché mi lascia un gusto troppo amaro in bocca che schiaccia le altre emozioni. Ma dopotutto si parla di droghe, morte, depressione cronica… Semplicemente accertatevi che sia quello che volete vedere! Sicuramente la serie è arrivata alla quarta stagione e continua a sorprendere il pubblico con tematiche sempre più controverse. È proprio il caso di dirlo: è uno dei cavalli di battaglia di Netflix.


 

Rispondi