La doppia faccia della notte

La doppia faccia della notte

Dark night

Ha una doppia personalità, la notte. Se hai gli occhi chiusi e sei in un sonno profondo le lancette scorrono veloci, come impazzite. E ti ritrovi a dover spalancare gli occhi annebbiati, con la bocca impastata di saliva. Ancora cinque minuti, sussurri. Chi mi porta via il mio riposo beato? Era così pacifico e dolce, l’abbraccio di quelle lenzuola delicate.

A volte la notte è un cataclisma di pensieri. Le ombre sgusciano dal buoio e tu ti rintani sotto le coperte. Sibilano e hanno artigli pronti a ghermirti. Le loro unghie affilate ti stringono così forte alla gola che l’ossigeno non arriva al cervello. E paure deliranti si impossessano di te. Non gridi ma una lacrima scivola via sulla guancia. E stringi il cuscino sperando che passi.

Altre volte ancora la notte dura anni, vite. Momenti e frammenti di sogni bellissimi o incubi atroci. Ti spogli del tuo corpo e diventi un’altra persona. O forse resti te stessa…ma sei più giovane, o più vecchia, o più incosciente.

Alcune volte, rimani sveglio per un’esame. O la festa del tuo migliore amico. E bevi e danzi e sei un po’ più felice perché c’é il buio a coprire le tue colpe.

Questa notte scrivo. Tante notti scrivo. E immagino alle persone lì fuori…che ronfano beate, che si arrovellano su problemi impossibili, che fanno l’amore. Raccontami le tue storie, notte!

Piera

 

 

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