Perdita e lutto A volte ho bisogno di crogiolarmi nella tristezza. Non riesco a lasciarla andare. tri·stéz·za/ sostantivo femminile Stato di depressione riconducibile a un particolare dolore o a una diffusa e cupa malinconia. Mi sento rotta. Nella mia testa mancano degli ingranaggi. Ripenso a mio nonno Vito. Chissà se è orgoglioso da lassù e chissà se mi guarda. I nonni per alcuni sono importanti, per altri sono solo relitti sbiaditi di quelli che una volta erano persone. Mio nonno me lo ricordo bene anche se l’ho perso più di dieci anni fa. Era lui che da bambina mi registrava il mio cartone preferito. GliRead More →

Esercizi di scrittura Sono molto pacata nell’esprimere le mie opinioni. Preferisco i colori alle storie raccapriccianti. Oggi mi sono esercitata a dare voce a quella parte di me che non deve scrivere solo per ragazzi ma anche per adulti. Vediamo il risultato Racconto Correvo. L’avevo dietro a pochi passi e avvertivo un dolore lancinante dietro la nuca. Solo il sentirla vicino mi faceva andare in iperventilazione, come se soffocassi e il cervello non ricevesse ossigeno a sufficienza per spronare le gambe a scappare. I miei occhi saettavano guardinghi da una parte all’altra del viale, con la paura di scorgerla al lato del mio campo visivo.Read More →

E siamo solo un piccolo punto nell’universo. Leggi di immigrati su una nave che non hanno cibo, e non sai cosa pensare mentre tutti sembrano avere un’idea ben definita. Vedi un ragazzo in motorino, o forse una ragazza dato che il volto era coperto da un casco. Il corpo è immobile a terra, ferito e circondato dai soccorsi che lo portano in autoambulanza. Vedi infermieri, medici, artisti di strada e scrittori. Tutti con la loro vita. Come formichine affollano le strade di Roma. Ognuno di loro è minuscolo ma allo stesso tempo enorme… un mondo, una vita non rimpiazzabile. E poi ci sei tu, alRead More →

Rinascita Faceva freddo. Era buio. Jack camminava con la testa bassa sul ciglio della strada ed era completamente inzuppato. Aveva scelto un bel momento per fermarsi la macchina, pensò sarcastico. E il cellulare era scarico. Neanche nei film di serie B, accadevano quelle coincidenze patetiche. Perlomeno aveva quasi smesso di piovere. Il ciuffo spettinato gli ricadeva davanti agli occhi ambrati, offuscati perché si era concesso un bicchierino di troppo. Le mani tremavano per la frustrazione o per la sensazione degli abiti umidi incollati addosso… non lo sapeva nemmeno lui. Aveva fallito l’ennesimo colloquio. E restare in giro a quell’ora di notte mezzo ubriaco non eraRead More →